giovedì 25 settembre 2008

... UN PO' DI JAZZ ... UN PO' DI BLUES (step1)

Sul finire dell'Ottocento, in una città alla foce del Mississipi, abitata da una miriade di persone di razza e di cultura diversa (francesi, creoli, spagnoli, anglosassoni, afroamericani,...) si era diffuso un nuovo modo di fare musica, che fu chiamato Jazz, e la mitica città di cui si sta parlando è New Orleans.
I suoi presupposti sono dapprima i canti di richiamo (Calls) dei lavoratori schiavi, i canti di lavoro collettivi (work-song), i canti di carattere religioso come gli Spiriutuals, in cui i neri americani si identificano con il popolo d'Israele prigioniero del Faraone in terra d'Egitto e infine il Blues, canti di carattere triste, espressione della diversità del nero.
Il Blues, più che gli altri tipi di canti, doveva esprimere l'anima della musica neroamericana,quindi si fusero melodie e ritmi di origine africana con musiche di origine europea.
Si faceva musica per ogni occasione, e un po' dovunque si suonava il Blues. Per le strade i venditori ambulanti suonavano per richiamare l'attenzione dei passanti, bande di ragazzi giravano suonando strumenti costruiti in maniera rudimentale e nei numerosi locali notturni i pianisti intrattenevano i clienti con il ritmo vivace del regtime (=tempo stracciato), una musica caratterizzata dal contrasto tra ritmo regolare e ritmo sincopato.

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