Sul finire dell'Ottocento, in una città alla foce del Mississipi, abitata da una miriade di persone di razza e di cultura diversa (francesi, creoli, spagnoli, anglosassoni, afroamericani,...) si era diffuso un nuovo modo di fare musica, che fu chiamato Jazz, e la mitica città di cui si sta parlando è New Orleans.
I suoi presupposti sono dapprima i canti di richiamo (Calls) dei lavoratori schiavi, i canti di lavoro collettivi (work-song), i canti di carattere religioso come gli Spiriutuals, in cui i neri americani si identificano con il popolo d'Israele prigioniero del Faraone in terra d'Egitto e infine il Blues, canti di carattere triste, espressione della diversità del nero.
Il Blues, più che gli altri tipi di canti, doveva esprimere l'anima della musica neroamericana,quindi si fusero melodie e ritmi di origine africana con musiche di origine europea.
Si faceva musica per ogni occasione, e un po' dovunque si suonava il Blues. Per le strade i venditori ambulanti suonavano per richiamare l'attenzione dei passanti, bande di ragazzi giravano suonando strumenti costruiti in maniera rudimentale e nei numerosi locali notturni i pianisti intrattenevano i clienti con il ritmo vivace del regtime (=tempo stracciato), una musica caratterizzata dal contrasto tra ritmo regolare e ritmo sincopato.
Nessun commento:
Posta un commento